Continuo a dimenticare le note che avevo già imparato, è normale?
Sì, è normale, e a decidere quali nomi spariscono è quante volte li hai incontrati. Lo dico da uno che tiene sul leggio una tabella con tutte le note, stampata su un A4 e piegata in due, così sta in piedi da sola. Il do sopra il pentagramma, quello con i due tagli addizionali, l'ho cercato lì quattro volte in un mese. E ogni volta lo stesso pensiero, mai detto a nessuno: dopo sette anni di pianoforte da ragazzo, finiti a dodici, per una nota sola non dovrei avere bisogno di un foglio. Il pensiero è ancora lì. E io continuo a guardare il foglio.
Quando spariscono sempre le stesse note
Se ci fai caso per qualche settimana, ti accorgi che sono sempre le stesse. Il pentagramma non lo impari tutto insieme. Le note in mezzo alla chiave di violino compaiono praticamente in ogni cosa che suoni, e a furia di incontrarle smetti di ricordarle e passi a vederle. Le altre restano indietro. Le note acute sui tagli addizionali e buona parte della chiave di basso le incontri poche volte in un mese, e si comportano come tutto quello che si vede di rado.
Un nome che non ti viene è un appuntamento che non è ancora tornato. Il do centrale ce l'ho segnato in agenda quasi tutte le sere. Certe note in fondo alla chiave di basso hanno l'agenda vuota da marzo, e sono esattamente quelle che perdo. Fuori dalla musica funziona uguale: una parola straniera sentita ogni giorno resta, una sentita due volte in vacanza se ne va.
C'è un pezzo che me lo ha spiegato meglio di qualsiasi ragionamento. Schumann scrisse l'Album per la gioventù op. 68 per le proprie figlie, e il primo pezzo, Melodia, sta tutto in do maggiore e finisce prima che tu abbia voltato la pagina. La destra canta, e sotto di lei la sinistra tiene un accompagnamento di crome, quasi sempre le stesse poche note girate e rigirate. Nessuna delle due mani si allontana molto dal centro della tastiera. Suonalo per una settimana e avrai fatto un centinaio di incontri con le note che già incontri dappertutto, e nemmeno uno con quelle che perdi davvero. L'agenda si riempie dove era già piena.
Quando il nome manca a metà battuta
Dimenticare costa poco. Costa quello che viene dopo, e ci sono due modi di spendere male quel momento. Il primo è fermarsi: cercare la nota sul foglio, perdere il filo della frase, ricominciare da capo, e alzarsi dallo sgabello mezz'ora prima del previsto. È andata così per mesi, ed è il motivo per cui a un certo punto avevo smesso.
Il secondo è andare avanti con un'ipotesi al posto del nome. Questo non ti ferma, e proprio per questo costa più del primo: il conto arriva molto più tardi. Per non farlo arrivare serve controllare da soli quello che si legge.
Lì serve una risposta onesta, e serve subito. Con Notalune il nome che manca diventa un controllo di cinque secondi al posto della fine della serata.
Quando è il momento del prossimo incontro
Se il nome che non ti viene vuol dire soltanto che l'appuntamento non è ancora tornato, allora ne fissi un altro, e il modo meno faticoso è lasciarlo fare alla musica. Una nota che torna dieci volte dentro un pezzo si prende i suoi incontri da sola, senza che tu organizzi niente. Vuol dire anche sceglierlo ogni tanto, un brano, per le note che ci sono dentro e non solo per come suona: se è la chiave di basso a mancarti, un pezzo che scende ti riempie l'agenda meglio di qualsiasi buon proposito.
Poi c'è la parte che si dice meno volentieri. Qualcuno di questi nomi continuerà ad andarsene. Quel do sopra il pentagramma lo cerco ancora, ogni tanto, dopo due anni passati a leggere quasi tutte le sere da quando mi sono riseduto al pianoforte accanto ai miei figli, e l'unica cosa cambiata è che adesso so perché: in agenda quella nota mi compare tre volte l'anno. Vista da dentro, la strada è fatta così. Il repertorio si allarga, gli appuntamenti si infittiscono da soli, e certe note restano per anni quelle che capitano di rado. Quelle si cercano, e si va avanti.
Scritto dall'autore di Notalune, l'app per iOS nata perché una nota dimenticata non ti blocchi più lo studio: fotografi i tuoi spartiti e i nomi compaiono sopra le note. Il do sopra il pentagramma tornerà a mancarti. Quando succede, l'appuntamento lo fissi lì, dentro la battuta che stai suonando, invece che su un foglio piegato in due. Quando non è sicura, preferisce lasciare la nota vuota piuttosto che indovinare, e nascondi tutti i nomi con un tocco quando vuoi leggere da solo. Altre guide in Imparare · domande: support@notalune.com.