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Come faccio a controllare le note quando studio da solo?

Metti il controllo dentro lo studio: di' i nomi ad alta voce prima che il tasto scenda, confrontali con un riferimento affidabile, poi toglilo e rileggi la stessa battuta dalla pagina, senza niente sopra. A lezione succede da sé. L'insegnante è seduto di fianco, guarda la pagina con te, e a un certo punto dice: «quello è un fa, non un mi». Non costa niente, e chiude la questione prima che il dito faccia in tempo a impararlo.

A casa, alle nove e mezza di sera, chi te lo dice? Nessuno.

A scuola, per le moltiplicazioni, c'era la prova del nove. Un conto rapido, senza eleganza: non ti dà il risultato giusto, ti dice soltanto se il tuo regge. Per le note serve una cosa di quel genere, e serve in fondo alla battuta, non a fine serata.

L'errore che non si sente

Un nome sbagliato, ripetuto piano e da solo, si fissa esattamente come uno giusto, e mentre succede non lo senti. Se il dito va comunque sul tasto giusto, il suono ti dà ragione. Se non ci va, in un brano che stai ancora mettendo insieme una stonatura in più passa liscia.

Prendi l'Arabesque, il secondo dei venticinque studi facili e progressivi op. 100 di Friedrich Burgmüller, che mezza Italia ha sul pianoforte. La destra corre in figure veloci e regolari, la sinistra risponde con accordi corti e asciutti, e a metà pezzo le due mani si scambiano il mestiere: la corsa passa alla sinistra e il suono si rovescia. È per quel momento lì che si suona questo studio. Svelto, leggero, un po' dispettoso, con gli accordi della sinistra che scattano invece di tenere. Adesso sbaglia un nome lì dentro. Le dita tengono la forma, l'orecchio sente una corsa, e la pagina non ha modo di protestare. Un errore così te lo studi per una settimana con piena soddisfazione.

Il controllo che entra nella sessione

Su una musica che sai a metà, le dita salvano gli occhi: la mano trova il tasto per memoria di posizione anche quando il nome è svanito, il buco non viene a galla e tu resti convinto di leggere. Per questo il controllo passa dalla voce. Pronunciare il nome prima che il tasto scenda separa due cose che viaggiano sempre insieme, sapere la nota e trovarla, e trasforma un'ipotesi silenziosa in qualcosa che puoi cogliere sul fatto.

Fallo con calma, dove hai dei dubbi: i tagli addizionali sopra il pentagramma, e tutto quello che sta in chiave di basso, che esercitiamo molto meno di quanto servirebbe. Copri il riferimento, nomina la battuta, poi scoprilo e confronta. Sullo spartito non scrivere niente di permanente: se i nomi restano a matita sotto le teste delle note, domani quella pagina è un compito già corretto.

La prova che conta è quella di domani

Cinque minuti dopo il controllo sembra tutto imparato. È lì che ci si inganna: la risposta è ancora calda e ti dai ragione. La prova onesta è la stessa battuta domani, dalla pagina spoglia.

Se un nome è scivolato via di nuovo, hai in mano un'informazione: quel simbolo lo incontri di rado, e la rarità fa il resto (la spiegazione sta in perché si dimenticano le note). La routine che tiene è piccolissima. Prima di aprire il brano di oggi, nomina le note di cui ieri non eri sicuro.

La risposta di cui ti puoi fidare

La prova del nove regge solo se il numero con cui confronti è giusto, e qui è lo stesso: l'autocontrollo vale quanto il riferimento. Ne hai due a portata di mano.

Poi c'è la cosa che funziona meglio di tutte, e costa un foglietto. Tienilo dentro lo spartito e segnaci le note su cui ti sei fermato: la battuta e la mano, niente di più. Alla lezione dopo, o accanto a chiunque legga meglio di te, si smaltisce in due minuti che valgono più di qualunque pagina e di qualunque app, questa compresa. Una persona che legge guarda la battuta, ci appoggia sopra un dito e lo dice ad alta voce: «questo è un fa».


Scritto dall'autore di Notalune, l'app per iOS nata perché una nota dimenticata non ti blocchi più lo studio: fotografi i tuoi spartiti e i nomi compaiono sopra le note. I nomi si nascondono tutti con un tocco, il semaforo dice quanto fidarsi di quelli che restano, e quando la lettura non è sicura la nota rimane vuota invece che indovinata. Quando non è sicura, preferisce lasciare la nota vuota piuttosto che indovinare, e nascondi tutti i nomi con un tocco quando vuoi leggere da solo. Altre guide in Imparare · domande: support@notalune.com.